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Visualizzazione dei post da marzo, 2026

Edmunf Husserl

  Edmund Husserl Edmund Husserl è il fondatore della fenomenologia, una corrente filosofica nata all’inizio del Novecento con l’obiettivo di riportare la filosofia a un fondamento rigoroso e di superare la crisi della cultura e della scienza moderna. Secondo Husserl, infatti, la scienza contemporanea ha perso il suo significato umano originario: pur essendo estremamente efficace dal punto di vista tecnico e matematico, non è più in grado di rispondere alle domande fondamentali sull’esistenza e sul senso della vita. Husserl denuncia che la scienza è diventata una semplice “scienza di fatti”, cioè si limita a descrivere e misurare fenomeni oggettivi senza interrogarsi sul loro significato per l’uomo. La conoscenza scientifica ha costruito una visione astratta e matematica della natura, sovrapponendo modelli ideali all’esperienza concreta vissuta dagli individui. In questo modo si è allontanata dal mondo dell’esperienza quotidiana, cioè dal mondo così come appare alla coscienza. Per s...

Henri Bergson

   Henri Bergson La filosofia di Henri Bergson si concentra soprattutto sul problema del tempo e della coscienza. Secondo il filosofo, la coscienza coincide con la memoria e rappresenta il modo in cui l’individuo vive interiormente il tempo. Bergson distingue innanzitutto tra due tipi di tempo. Il primo è il tempo della scienza, che è una successione omogenea di istanti. Si tratta di un tempo esteriore, misurabile e spazializzato, cioè ridotto a una serie di momenti separati che possono essere calcolati e quantificati. Questo è il tempo utilizzato dalla scienza e dagli orologi. Il secondo è il tempo della coscienza, che Bergson chiama durata. La durata è un flusso continuo e rappresenta il tempo interiore vissuto dall’individuo. Non è formato da istanti separati, ma da un continuo scorrere di esperienze che si intrecciano tra loro. Per questo motivo è qualitativo e non può essere misurato come il tempo della scienza. All’interno della coscienza, che coincide con la memoria, Be...

Søren Kierkegaard

  Søren Kierkegaard Il filosofo Søren Kierkegaard riflette soprattutto sul tema della scelta e della possibilità dell’esistenza umana. Secondo lui la vita dell’uomo è caratterizzata dalla necessità di prendere decisioni tra alternative opposte e inconciliabili. Ogni scelta comporta sempre un’assunzione di responsabilità personale, perché nessuno può scegliere al posto nostro. Kierkegaard afferma che l’uomo è “ex-sistenza”, cioè un essere che può trascendere la propria condizione e proiettarsi nel futuro. L’esistenza umana, infatti, è fatta di possibilità e di progetti. Tuttavia questa libertà genera anche sentimenti negativi: l’uomo prova angoscia, intesa come il sentimento della possibilità, e disperazione, che Kierkegaard chiama anche “malattia mortale”, perché nasce dalla tensione tra ciò che l’uomo è finito e il suo desiderio di infinito. Per spiegare i diversi modi in cui l’uomo può vivere, Kierkegaard individua tre stadi o fasi dell’esistenza: la vita estetica, la vita etica ...