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Friedrich Shelling

 

Friedrich Shelling
L'Io come principio assoluto

L’idealismo estetico di Schelling parte da un concetto fondamentale: il principio infinito creatore della realtà è l’Assoluto. Esso rappresenta la suprema unità di spirito e natura, di soggetto e oggetto, superando così ogni dualismo che caratterizzava la filosofia precedente. L’Assoluto, infatti, non si può ridurre a una parte sola della realtà, ma è l’insieme armonico che unisce ciò che appare opposto.

Secondo Schelling, la filosofia è la vera e propria “scienza dell’Assoluto” e può procedere seguendo due direzioni: la filosofia della natura e la filosofia dello spirito. La prima, partendo dalla natura, che egli definisce come “spirito visibile”, giunge allo spirito. La seconda, invece, parte dallo spirito, la “natura invisibile”, e giunge alla natura. In entrambi i casi, il risultato non cambia: spirito e natura si rivelano come due modalità diverse, ma complementari, di realizzazione e di espressione dell’Assoluto.



IL RUOLO DELL'ARTE SECONDO SHELLING:
Un altro punto centrale del pensiero schellinghiano riguarda il ruolo dell’arte. Per Schelling, infatti, l’arte è il supremo organo conoscitivo, superiore persino alla filosofia stessa, perché è in grado di cogliere la profondità originaria della vita e della natura attraverso l’intuizione estetica. L’arte possiede la capacità di penetrare l’infinito nelle forme concrete, mostrando così l’unità profonda tra spirito e natura.

In questo senso, l’attività dell’artista viene paragonata a quella dell’Assoluto creatore: così come l’Assoluto dà forma alla realtà, allo stesso modo l’artista, attraverso la sua opera, riesce a unire elementi opposti. L’opera del genio, infatti, si compone di due aspetti: da un lato, l’ispirazione inconsapevole, che richiama la dimensione creativa e spontanea della natura; dall’altro, l’esecuzione consapevole, che corrisponde all’attività dello spirito. Nell’opera d’arte convivono quindi soggettività e oggettività, spirito e natura, in una sintesi perfetta che riflette l’Assoluto stesso.

L’idealismo estetico di Schelling attribuisce all’arte una funzione decisiva: non solo espressione del bello, ma vera via di accesso alla verità più profonda. L’artista diventa, così, una figura privilegiata, capace di mostrare ciò che filosofia e scienza possono soltanto descrivere: l’unità originaria e vivente di tutte le cose.



Grazia Galesso

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