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Friedrich Nietzsche

 

Friedrich Nietzsche 

Vita e opere

Friedrich Nietzsche nasce nel 1844 a Röcken in Germania in una famiglia di tradizione religiosa poiché il padre era pastore luterano

Dopo la morte prematura del padre cresce in un ambiente prevalentemente femminile che influenzerà il suo carattere introverso e riflessivo

Nietzsche si distingue fin da giovane per le sue grandi capacità intellettuali e a soli ventiquattro anni diventa professore di filologia classica all’università di Basilea. Tuttavia a causa di gravi problemi di salute è costretto ad abbandonare l’insegnamento e a condurre una vita solitaria e segnata dalla sofferenza fisica e psicologica

Tra le sue opere più importanti vi è La nascita della tragedia in cui analizza la cultura greca attraverso i principi dell’apollineo e del dionisiaco

Successivamente scrive Zarathustra opera in cui espone le sue idee più celebri come la morte di Dio l’oltreuomo e l’eterno ritorno

Un’altra opera fondamentale è Al di là del bene e del male nella quale critica profondamente la morale tradizionale e la filosofia occidentale

Negli ultimi anni della sua vita Nietzsche è colpito da una grave crisi mentale che lo rende incapace di continuare a scrivere e vivere autonomamente. In questo periodo un ruolo importante è svolto dalla sorella Elisabeth Förster Nietzsche che si prende cura di lui ma che allo stesso tempo rielabora e manipola alcuni suoi scritti diffondendo un’immagine del filosofo spesso distorta e vicina a ideologie che Nietzsche in realtà aveva criticato.

Una delle opere più celebri di Nietzsche 


Filosofia di Nietzsche:

La prima fase del pensiero di Nietzsche è quella della fedeltà alla tradizione ed è simboleggiata dal cammello.

Il cammello rappresenta infatti l’uomo che accetta il peso dei valori ereditati dal passato e li porta con sé senza metterli in discussione mostrando obbedienza e senso del dovere.

In questa fase Nietzsche riflette soprattutto sulla civiltà greca affermando che alla sua base vi sono due principi fondamentali cioè l’apollineo e il dionisiaco.

L’apollineo è legato alla misura all’ordine e all’armonia mentre il dionisiaco rappresenta il caos la potenza creatrice l’ebbrezza e la sensualità e proprio dall’unione di questi due principi nasce la tragedia greca.

La tragedia secondo Nietzsche ha origine dai canti corali in onore di Dioniso e deriva quindi da un’esperienza caotica e irrazionale che viene però mediata dalla rappresentazione poetica riuscendo così a diventare forma artistica.

Tuttavia la tragedia inizia il suo declino con Euripide poiché nelle sue opere prevale il dialogo razionale a discapito della musica e del coro elemento fondamentale della dimensione dionisiaca. Questo cambiamento segna l’allontanamento dall’originario equilibrio tra apollineo e dionisiaco.

Infine Nietzsche afferma che la filosofia di Socrate è alla base della decadenza della cultura occidentale poiché a partire da essa viene esaltato il pensiero razionale e logico mentre vengono svalutati la vita concreta e i suoi valori più autentici. In questo modo la ragione prende il sopravvento sull’istinto preparando una crisi profonda della civiltà occidentale.





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